Introduzione
Storico edificio, originario del Trecento e consacrato il giorno di San Marco del 1315, in seguito diventando pieve con il doppio nome di Sant'Ambrogio e Santa Maria Marcelliana. Non più nella sua forma orignaria, ma riedificata nel XVIII secolo. Al suo interno dal '500 si trovava una statua lignea di San Michele Arcangelo poi rubato durante il primo conflitto e mai recuperato. La chiesa subì i bombardamenti della Grande Guerra, l'edificio settecentesco fu gravemente danneggiato per il crollo del campanile colpito da una granata austriaca. Fu deciso per la sua ricostruzione ex novo con cambio di locazione: dall'attuale via San Ambrogio all'attuale via Fratelli Rosselli.
Nel 1922 fu bandito un concorso nazionale di idee per la ricostruzione del duomo dall'Opera di Soccorso per le Chiese rovinate dalla Guerra. I vincitori, due architetti romani, Gino Benigni e Francesco Leoni, presentarono un progetto ispirato alle forme architettoniche delle basiliche cristiane. Nel 1929 si conclusero i lavori di riedificazione della chiesa, che fu impreziosita da diverse decorazioni a mosaico lapideo degli archi del portico anteriore e dell’ingresso secondario; sulla parte superiore della facciata fu apposta la figura di Sant’Ambrogio disegnata da Pietro Russo.
Al suo interno, in corrispondenza dell’altare maggiore, vi è una cripta dedicata ai caduti della III Armata che qui combatterono durante la Seconda Guerra mondiale. Il campanile risale invece alla fine degli anni Cinquanta, più precisamente la prima pietra venne posta l'8 Dicembre 1956, benedetta dall'Arcivescovo mons. Giacinto Ambrosi.
Per Approfondire
Il Novecento
L'edificio subì gravi danni strutturali durante la Grande Guerra tanto che alla fine del conflitto erano rimasti in piedi solo la facciata, gli altari e il fonte battesimale. Vinse la via della demolizione totale per ricostruire la chiesa con nuovi criteri in un nuovo sito. Per far posto al nuovo edificio fu demolito il trecentesco Palazzo del Maggior Consigio e l'Amministrazione comunale mise a disposizione una zona che ad oggi corrisponde alla via Fratelli Rosselli. Il 9 giugno 1929, il nuovo Duomo venne inaugurato dal Duca d'Aosta e consacrato il 5 ottobre dello stesso anno dal vescovo Francesco Borgia Sedej (iscrizione affissa all'interno della chiesa).
La struttura e le decorazioni sono d'ispirazione paleocristiana e romanica, temi tipici dell'archittettura di ricostruzione del periodo postbellico. Per quasi quarant'anni la chiesa non ebbe un campanile, il suo cantiere prese il via l'8 dicebre 1956 all'atto della posa della prima pietra, benedetta dall'arcivescovo mons. Giacinto Ambrosi. I lavori durarono due anni e il 24 dicembre 1958 lo stesso arcivescovo Ambrosi ne benedisse le campane, che suonarono in occasione del Natale. Sulla guglia ricoperta di rame fu posta la statua della Madonna della Salute, patrona di tutta la città di Monfalcone e del suo mandamento.
Bibliografia
- Sotto Monfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo, p. 177
- http://www.ipac.regione.fvg.it/aspx/ViewProspIntermedia.aspx?tsk=A&idScheda=4021&idAmb=120&idsttem=2&tp=vMap&idMenu=848 - Architetture: Id Scheda 4021
- Le chiese di Monfalcone: guide storiche e artistiche a cura dell'Istituto di storia sociale e religiosa, Grafica Goriziana 2001
- Sant'Ambrogio e le sue chiese filiali, Barbariol Bonadonna e Mazzoni, Università della Terza Età del Monfalconese, Comune di Monfalcone 1998
- L'Abbazia di S. Giovanni Battista alla fonti del Timavo e La chiesa di S. Ambrogio in Monfalcone, Can. Mons. Dott. Enrico Marcon, circa 1940-1949
- All'ombra della Rocca: la storia di Monfalcone, Silvio Domini, MSG Press 2002
- Monfalcone ieri: la città attraverso la storia, la forma urbana e l'architettura, Feudale Pavan e Santeusanio, Edizioni della Laguna 1995