Introduzione
Un tempo esisteva una semplice cappella dedicata a San Giuseppe di proprietà della famiglia de Pini. Le sue dimensioni ridotte (corrispondenti all’attuale presbiterio), per il passaggio dell’edificio da uso privato a pubblico, questi furono i motivi del suo ampliamento. Sorse così, nel 1756, una chiesetta dalle linee architettoniche essenziali, legata al borgo rurale di San Polo.
Ridotta a fienile durante l’età napoleonica, la chiesa fu poi riaperta al culto. La data di costruzione è incisa sul campaniletto che sormonta il frontone della facciata, privo della campanella, che venne presa da Gabriele D’Annunzio prima della spedizione a Fiume e ora conservata al Vittoriale. Sull'architrave della porta in basso si legge l'iscrizione in latino "a San Paolo con il denaro e il lavoro della povera gente", a sostegno della tradizione che vuole la cella campanaria costruita con le pietre della vecchia chiesa demolita di San Paolo.
Per approfondire
La chiesa si affaccia sulla strada statale Trieste - Gorizia, che taglia in due il vecchio borgo onomino. La facciata è caratterizzata da due lesene lisce che si concludono in alto con la cornice profilata, sopra la quale si eleva il frontone triangolare con occhio circolare. Al centro si apre la porta d'ingresso (oggi murata), con cornici in pietra lavorate ed architrave diritta. Sopra al timpano si innalzano due pilastrini decorati che, attraverso due capitelli prismatici, sostengono un arco sromontato da un concio di chiave modellato. Il campaniletto a vela reca incisa la data 1736.
Il campanile, di origine ottocentesca, si trova a fianco della chiesa, leggermente rientrante dalla facciata. La cella campanaria è aperta da bifore ad arco ed il tamburo è ottagonale sovrapposto, a copertura vi sono coppi a falde. L'architrave della porta della facciata del campanile è costituita da una pietra di recupero: si scorge una epigrafe latina. DIVI PAULI NUMO AC EGENI LABORE (con il denaro di San Paolo e la fatica del povero).
L'interno è costituito da un'aula rettangolare a livello di strada e un presbiterio, le due stanze collegate attraverso l'arco santo. Al centro dell'aula, una pietra copre l'ingresso alla piccola cripta sotterranea, scoperta durante uno dei restauri del XX secolo. Il pavimento del presbiterio è rialzato e da esso si può accedere ad una piccola sacrestia laterale. Sia l'aula che il presbiterio presentano una soffittatura piana intonacata. La chiesa ha un unico altare, costruito durante il restaturo degli anni Sessanta, in posizione coram populi (rivolto verso i fedeli).
Fu officiata la messa e le cerimonie religiose fino al XVIII secolo, poi fu abbandonata e lasciata in rovina.
Bibliografia
- Sotto Monfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo. P. 148
- http://www.ipac.regione.fvg.it/aspx/ViewProspIntermedia.aspx?tsk=A&idScheda=2532&idAmb=120&idsttem=2&tp=vMap&idMenu=848 - Architetture: Id Scheda 2532
- Chiese di Monfalcone, Guide storiche e artistiche a cura dell'Istituto di storia sociale e religiosa, Grafica Goriziana 2001