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Bosco Cappuccio

Introduzione

Nel settore di San Martino del Carso, durante il primo anno di guerra, si svolsero combattimenti particolarmente aspri. I capisaldi austro-ungarici di Bosco Cappuccio e del Monte San Michele impedivano ogni tentativo italiano di avanzare verso Doberdò. Con la caduta di Gorizia e lo spostamento del fronte più a oriente, Bosco Cappuccio entrò a far parte delle linee difensive italiane. Ancora oggi, il paesaggio mostra tracce delle trincee, mentre nelle doline si aprono caverne che conservano i resti di baracche e ricoveri. La zona ospita anche il cippo dedicato al sottotenente Mario Cova.

Descrizione

Località sul pianoro carsico, di fronte a San Martino del Carso, Bosco Cappuccio fu teatro di ripetuti assalti italiani. Nel 1915, le truppe partivano da Gradisca, oltrepassavano l’Isonzo sulle passerelle, attraversavano Sdraussina e iniziavano l’avvicinamento alla prima linea nemica con la salita del ciglione carsico. Il settore era di pertinenza dell’XI corpo d’armata, che il 5 giugno occupava Gradisca, presidio dell’Isonzo sino alla confluenza col Vippacco.

Storia

All’alba del 23 giugno, nella I Battaglia dell’Isonzo, tre brigate attaccarono la zona tra il Monte San Michele e San Martino del Carso, ma i reticolati austriaci rimasero intatti e le truppe furono costrette a ritirarsi. Anche il 4 luglio, dopo un intenso bombardamento, i tentativi di occupare Bosco Cappuccio e i boschi circostanti fallirono. La II Battaglia dell’Isonzo del 18 luglio ripeté lo stesso piano: Bosco Cappuccio, chiave strategica per la conquista di San Martino, resistette grazie a due linee difensive protette da reticolati e nidi di mitragliatrici. La III Battaglia dell’Isonzo del 21 ottobre vide la Brigata Catanzaro schierata di fronte al Bosco: furono conquistati solo modesti avamposti, mentre la linea principale restava intatta. La cattiva stagione e l’esaurimento delle truppe consigliarono una sospensione delle operazioni.
Con la primavera del 1916 ricominciarono gli attacchi, con artiglieria potenziata, più mitragliatrici e brigate rinforzate. La V Battaglia dell’Isonzo, iniziata in marzo, fu un disastro simile alle precedenti, pur avvicinando le prime linee quasi a contatto. Il 29 giugno, gli austro-ungarici impiegarono gas venefici: una strage che, per inesperienza nemica, non portò a vantaggi strategici. La conquista di Gorizia, il 6 agosto 1916, rese Bosco Cappuccio retrovia italiana, e la guerra avanzò solo di pochi chilometri, fino al silenzio finale delle linee carsiche.

Bosco Cappuccio di Ungaretti

A testimonianza del luogo, la poesia di Giuseppe Ungaretti dedicata a Bosco Cappuccio recita:

Bosco Cappuccio
ha un declivio
di velluto verde
come una dolce
poltrona

Appisolarmi là
solo
in un caffè remoto
con una luce fievole
come questa
di questa luna.

Bibliografia

Antolini, Paolo. Storia delle battaglie del Carso, Milano, 2008.
Ungaretti, Giuseppe. L’Allegria, 1919.

Il Monte Vecchio. “C’era una volta di Giuseppe Ungaretti: qualche appunto sulla poesia.” Blog, 2020. https://ilmontevecchio.travel.blog/2020/06/24/cera-una-volta-di-giuseppe-ungaretti-qualche-appunto-sulla-poesia
 
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