TORNA AL SITO DEL CONSORZIO

Rocca di Monfalcone

Introduzione

La Rocca di Monfalcone è una fortificazione medievale che domina la città dalle alture circostanti ed è considerata il simbolo di Monfalcone. Le origini del sito sono antichissime: già in epoca preistorica la sommità del colle ospitava insediamenti umani, come testimoniano i resti di un antico castelliere ancora visibili. Secondo alcune fonti e leggende locali, la Rocca fu edificata alla fine del V secolo, forse da Teodorico, re degli Ostrogoti, per celebrare la vittoria su Odoacre, re degli Eruli, lungo l’Isonzo.

Storia

Il nome originario, secondo lo studioso Asquini, era “Verruca Montis Falconis”, cioè “sommità del monte Falcone”, poi semplificato in Rocca. Dal 967 d.C., grazie a una donazione dell’imperatore Ottone I, Monfalcone e la Rocca passarono sotto il dominio del Patriarcato di Aquileia. La fortezza è citata per la prima volta in documenti del 1289, durante la guerra tra la Repubblica di Venezia e i feudatari della Contea di Gorizia e del Ducato di Carinzia.
Nel 1409 passò alla Contea di Gorizia, ma nel 1420 fu conquistata dalla Repubblica di Venezia. Durante la dominazione veneziana, la Rocca venne più volte rinforzata: le mura furono riparate, dotate di parapetti e adattate all’uso di armi da fuoco, con l’aggiunta di una torre quadrata centrale per conservare la polvere da sparo. Resistente a numerosi assalti, tra cui quelli dei Turchi, fu tuttavia espugnata temporaneamente nel 1514 dai mercenari della Lega di Cambrai. Nel 1525 una lapide sulla porta della torre ricorda il podestà Giovanni Diedo e il luogotenente Agostino de Mula, protagonisti dei lavori di ristrutturazione.
Alla fine del XVI secolo, con la costruzione della fortezza di Palmanova, la Rocca perse la sua funzione difensiva principale e divenne un punto di vedetta sui confini orientali della Repubblica Veneta, pur subendo saccheggi, come quello degli Uscocchi del 1615. Il presidio veneziano vi rimase fino al 1797, anno della caduta della Repubblica per mano di Napoleone.
Durante la Prima Guerra Mondiale, la Rocca fu osservatorio e punto strategico per le truppe italiane. Subì bombardamenti da parte degli Austro-Ungarici con mortai da 305 mm, di cui sono ancora visibili gli effetti sul torrione e sulla cinta muraria esterna. Sulla selletta a est delle Forcate si trovano i resti della linea difensiva italiana, costruita sulla trincea di prima linea dopo la caduta di Gorizia, e un tunnel murato costituiva la postazione di un cannone francese su affusto ferroviario, inviato come rinforzo nel 1917.

La struttura

La Rocca si distingue per il mastio quadrato con lati di 10 metri, circondato da una cinta muraria circolare di circa tre metri e mezzo di spessore, poggiata sui resti di un antico castelliere preromano. La muratura interna è in pietra calcarea a secco, mentre il perimetro esterno fu rinforzato con calcestruzzo durante la Prima Guerra Mondiale. Tra il mastio e le mura si trovavano i locali della guarnigione e un ballatoio coperto, mentre nel cortile furono scavati due pozzi-cisterna per la raccolta dell’acqua piovana. Il torrione è suddiviso in tre livelli con ambienti angusti, progettati per garantire una difesa efficace anche con pochi uomini. Intorno alla Rocca si snodano i sentieri delle trincee, testimoni della funzione militare del colle.
Dall’alto, il panorama è spettacolare: a sud si apre il Golfo di Panzano, a ovest il gruppo Cavallo-Manera, a nord il monte Canin, e in lontananza si scorge il Tricorno. Sotto la collina si estende la zona bonificata delle Mucille, all’inizio del Carso Isontino.
Un simbolo storico è il leone di San Marco con il libro del Vangelo aperto, scolpito in pietra sull’architrave della porta del torrione. L’esemplare attuale, realizzato nel 1957 dal laboratorio veneziano di Romeo dell’Era, sostituisce l’originale andato perduto ed è stato donato alla città dal Comune di Venezia.

Museo e visite

Restaurata tra il 1950 e il 1955 dalla Soprintendenza ai Monumenti, la Rocca ospita dal 1970 il Museo Speleo-Paleontologico, che raccoglie oltre diecimila reperti storico-scientifici, sotto la cura del Gruppo Speleologico Monfalconese Amici del Fante.

Orari di apertura (da domenica 7 settembre):

Sabato: 10:00-13:00 e 15:00-18:00
Domenica: 10:00-13:00 e 15:00-18:00
Visite guidate gratuite disponibili rivolgendosi allo staff all’ingresso.

Bibliografia

Archeocarta del Friuli Venezia Giulia. MONFALCONE (Go). La Rocca. s.l., s.d.
Comune di Monfalcone – Archivio Storico. Documentazione storica sulla Rocca e Monfalcone. Biblioteca Comunale, Monfalcone, s.d.
Consorzio Castelli FVG. Rocca di Monfalcone – scheda storica. s.l., s.d.
Domini, Silvio. All’ombra della Rocca. La storia di Monfalcone. MGS Press, Trieste, 2002.
Museionline. Rocca di Monfalcone. Disponibile online: https://www.museionline.info/tipologie-museo/rocca-di-monfalcone, 2026.
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Relazione tecnico-illustrativa sul castelliere di Monte Falcone. 2025.
Wikipedia. Rocca di Monfalcone. Disponibile online: https://it.wikipedia.org/wiki/Rocca_di_Monfalcone, 2026.
edit

risorsa