Introduzione
Sulla costruzione della villa ci sono poche notizie documentate, ma è noto che "Ottavio Marchese de Fabris circa nel 1500 sposva una contessa Savorgnan e passava ad abitare in Begliano, facendovi erigere un palazzo che tutt'ora esiste" (Pocar, 1892). Un ramo della famiglia, originaria della zona di Tolmezzo, si stabilì nel monfalconese già nel corso del XVI secolo e vi insediò una fiorente attività agricola. Nel corso dell'Ottocento la proprietà venne divisa tra i diversi memebri della Famiglia De Fabris: Francesco, che coppedeva la maggior parte delle proprietà preferì trasferirsi a Portogruaro, lasciando la villa disabitata. Solo nel 1818, il nipote ritornò e restaurò la proprietà, riportandola alla struttura in cui è visibile ancora oggi.
L’edificio che si vede oggi non è però quello originario, segnato profondamente dalle vicende belliche della Prima Guerra mondiale: colpito dai bombardamenti ma ricostruito quasi totalmente nelle sue strutture architettoniche preesistenti, l’edificio ha tuttavia perso gli arredi e gli archivi famigliari che conservava.
Oggi abitazione privata e sede di azienda agricola, l’edificio a tre piani si presenta con una facciata sobria, tipologicamente e funzionalmente impostazione che mostra una dipendenza dal modello veneto.
Per approfondire
Il corpo dominicale ha pianta rettangolare ed è composto da tre piani con al centro il salone passante un'infilata di stanze laterali. Al piano terra da un portone si accede all'atrio con colonne, ai locali di servizio e alla scala interna che porta al piano nobile. a questo livello si trova il salone di rappresentanza al quale si può accedere direttamente anche dal doppio scalone esterno posto sulla facciata posteriore della villa. La facciata principale invece è sobria.
Al piano nobile, le aperture sono più grandi ed arcuate con cornici, il balcone al centro è decorato da due volute, mentre le balaustre sono in pietra.
Nel parco sul retro dell'edificio padronale si trovano gli annessi rustici, l'oratorio e la chiesetta. Dalle loro caratteristiche si possono considerare successivi alla costruzione dell'edificio principale. Dal parco, attraverso un portone di ferro battuto, permetteva l'accesso diretto alla proprietà fondiaria della famiglia.
Bibliografia
- Sotto Monfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo, p. 149
- Ville nel territorio, p. 43-46
- Ville Venete: la Regione Friuli Venezia Giulia - Istituto regionale per le ville venete, Marsilio 2005