Introduzione
Casa Mreule si collega alla famiglia omonima. Giuseppe, originario di Bruma, una frazione di Gradisca. Il padre si trasferì con la famiglia in quel di Turriaco quando Giuseppe era ancora un bambino, la famiglia era benestante e costruì il fabbricato chiamato "la pila", sito in via Verdi, dove un tempo avveniva la pialtura del riso. Oltre alla costruzione si occupò dell'ingrandimento del molino ad acqua e la Roggia (oggi conosciuta come Bonifica). Quasi la totalità di questi interventi furono eseguiti di nascosto, in quanto le autorità asbrurgiche avevano negato il permesso. Il giovane Mreule studia a Trieste durante il periodo del Risorgimento italiano. schierandosi apertamente per l'unità d'italia sfidò in numerose occasioni la polizia austrungarica. Nel maggio 1860 venne a conoscenza dello sbarco di Garibaldi e i suoi Mille in Sicilia, abbandonò quindi casa e studi e corse ad arruolarsi nelle file garibaldine tra le camicie rosse.
Morì a Turriaco all'età di 71 anni, nel 1910.
Morì a Turriaco all'età di 71 anni, nel 1910.
Mreule ed i Mille
Giuseppe Mreule, ufficialmente cittadino dell'impero Austro-Ungarico, sifdò apertamente la polizia austriaca e si arruolò tra le file dei Garibaldini nel 1860. Dopo aver ricevuto la notizia oltrepassò il confine sul Po di notte schivando i colpi delle sentinelle. Arrivato in Sicilia e arruolatosi nel Corpo delle Guide a cavallo di Garibaldi, partecipò agli scontri in Sicilia e successivamente in tutta l'Italia Meridionale. Fu presente all'assedio di Gaeta, dove per il suo valoroso comportamento, venne decorato con la medaglia d'argento al valore militare.
Termata la campagna, il garibaldino rientrò a Turriaco attraversando il confine austriaco nascosto all'interno di un carro per il trasporto di letame. Questa volta i gendarmi sono venuti a conoscenza della sua posizione e in pochi giorni lo arrestarono con l'accusa diserzione. Solo grazie al grande impegno di suo padre che uscì di prigione. La famiglia dovette vendere alcune proprietà di famiglia come la casa "Quattro Cantoni" a Nambresina (oggi Aurisina) e il palazzo del Capitano a Gradisca.
Il Comune di Turriaco gli dedica nel 1932 una via del paese: la strada che da Via Piave si dirige verso il Cimitero. Nello stesso anno, durante una riunione di bersaglieri in congedo, venne scoperta una lapide in suo onore sulla faccia della sua abitazione (che si affaccia sulla piazza) che così recita:
Termata la campagna, il garibaldino rientrò a Turriaco attraversando il confine austriaco nascosto all'interno di un carro per il trasporto di letame. Questa volta i gendarmi sono venuti a conoscenza della sua posizione e in pochi giorni lo arrestarono con l'accusa diserzione. Solo grazie al grande impegno di suo padre che uscì di prigione. La famiglia dovette vendere alcune proprietà di famiglia come la casa "Quattro Cantoni" a Nambresina (oggi Aurisina) e il palazzo del Capitano a Gradisca.
Il Comune di Turriaco gli dedica nel 1932 una via del paese: la strada che da Via Piave si dirige verso il Cimitero. Nello stesso anno, durante una riunione di bersaglieri in congedo, venne scoperta una lapide in suo onore sulla faccia della sua abitazione (che si affaccia sulla piazza) che così recita:
<< Qui visse Giuseppe Mreule garibaldino.
Auspicò il trionfo del nostro diritto
precorse l'invitta falange che imporporata
di sangue queste terre redense. >>
Auspicò il trionfo del nostro diritto
precorse l'invitta falange che imporporata
di sangue queste terre redense. >>
Bibliografia
- Storia di Turriaco - Mario Furioso, 1970