Introduzione
Il castelliere di Flondar, situato a 146,8 metri sul livello del mare, è un insediamento fortificato sorto nel tardo Bronzo o agli inizi dell’età del Ferro. Si trova sulla sommità di una modesta altura denominata Vrh Gnojin, lungo la linea di confine tra la Provincia di Trieste (comune di Duino Aurisina) e la provincia di Gorizia (Monfalcone). L’area compresa nel comune di Duino Aurisina rientra in un ambito a tutela paesaggistica. La sua posizione, a ridosso del confine con la Slovenia, rivestiva chiaramente un ruolo strategico, controllando un’importante via di penetrazione naturale nel territorio.
Descrizione
Procedendo verso ponente incontriamo un altro castelliere a due chilometri di distanza, presso i casali Flondar, su un colle alto 149 metri, e per questo di dimensioni considerevoli. Anch’esso è a due cinte, che però, a differenza di quello testè descritto, non girano intorno al monte, ma cominciando alla vetta, oltremodo rocciosa, circondano la falda volta a sud-ovest.
La cinta interna, della periferia di 370 metri, consta a sud-est, per una lunghezza di 180 metri, di un vallo poderoso, proveniente dalla distruzione di un muro grosso 2 metri, mentre dal lato opposto vi manca o non è che parzialmente conservato. Il suo ripiano è largo 8–12 metri.
La cinta esterna comincia anch’essa alla vetta ed è altrettanto poderosa; si prolunga in direzione sud-est per 250 metri, ove cessa in una depressione del terreno, mentre quella del lato opposto, formata da grossi blocchi rovesciati, scende per un’ottantina di metri e si perde nel bosco, senza permettere di seguirla oltre. Tenendo conto delle tracce del ripiano esterno, si può calcolare a circa 600 metri la sua periferia. Il terriccio vi è nero con cocci numerosi ed è totalmente imboscato. Innicchiata nel muro si trovò una pentola contenente le ossa di un combusto.
Oggi, nella fitta boscaglia, sono ancora riconoscibili i resti della cinta più esterna, in particolare sul versante sud/sud-ovest. Rimane buona leggibilità anche della superficie del pianoro sommitale, nonostante la presenza di trinceramenti realizzati durante i conflitti del XX secolo. Le macerie della cinta, realizzata in pietrame carsico accumulato a secco, evidenziano la tecnica costruttiva e permettono di apprezzare l’ampiezza del sistema difensivo.
Il castelliere è raggiungibile tramite il sentiero n. 79, che corre lungo il confine italo-sloveno e collega Medeazza con Iamiano. Dopo meno di un chilometro, si dirama a destra una carrareccia che attraversa l’oleodotto e prosegue in mezzo a un querceto fino a una curva; sulla sinistra si intravede un sentiero a stento riconoscibile tra la vegetazione, mentre sulla destra si apre una piccola dolina, già nell’area meridionale dell’abitato. Da qui, con un dislivello di soli 10 metri, si raggiunge la sommità del colle.
Recenti studi hanno analizzato l’intervisibilità tra i castellieri del Carso monfalconese: dal castelliere di Flondar erano visibili il Castelliere di Monte Golas, il Castellazzo di Doberdò e l’abitato di Moschenizza, suggerendo un sistema di controllo visivo e comunicazione tra le fortificazioni del territorio.
Bibliografia
Marchesetti, C., 1903, I castellieri preistorici di Trieste e della regione Giulia, Trieste, Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, p. 35.
Flego, S.; Rupel, L., 1993, I castellieri della provincia di Trieste, Trieste, Provincia di Trieste, pp. 129–130.
Corazza, S.; Calosi, L., 2011, contributo in pubblicazione specialistica su castellieri e insediamenti protostorici del Friuli-Venezia Giulia, p. 12.
Società Istriana di Minerva (SIMFVG), Il Castelliere di Flondar, disponibile su: www.simfvg.it (consultato il 06/ 02/ 2026).