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Un soffio di Luce

ZERO PIXEL FESTIVAL ed 2020

La MUSICA è il filo conduttore di quest'anno, assegnando alla fotografia il compito di tradurre in immagini non solo l'arte della musica ma anche la musicalità che vive e risiede in molte pieghe della nostra esistenza.


 "Un soffio di Luce" di Luigi Tolotti, mostra fotografioca curata da Annamaria Castellan.
12 febbraio - 12 marzo 2021 con i seguenti orari lunedì e mercoledì 9/13-14/18, martedì, giovedì, venerdì 9/13.

“Ci troviamo a un punto della nostra civiltà in cui avvertiamo molto acutamente la necessità di una pausa immaginifica”, così scriveva Gillo Dorfles nel 2006. Questa esigenza è oggi più che mai sentita, per stabilire quell’intervallo perduto celato nella vita di ogni giorno e, ancora di più, da ri-trovare nelle espressioni artistiche.
L’acquietarsi dei ritmi quotidiani si raggiunge soprattutto attraverso la rarefazione dei pensieri: aldilà di facili slogan new age, una ricerca scientifica rivela che la mente umana produce un pensiero al secondo… per ogni ora sono 3.600 pensieri, perlopiù ripetitivi, simili a quelli dei giorni prima. Immergersi nel silenzio della natura significa allora agire sul ritmo della routine quotidiana, per allentare il rumore di fondo che solitamente accompagna gran parte delle attività e magari per cogliere nelle piccole cose la potenza della creazione.
Luigi Tolotti ha percorso i sentieri della Costiera triestina, scendendo fino al mare; l’utilizzo di un foro stenopeico, che richiede pazienti tempi di esposizione e uno sguardo che ribalta i consueti codici di ripresa, ha determinato la cadenza dei passi e indicato le soste. I piccoli elementi naturali catturano con la loro vibrante semplicità l’attenzione del viandante e conquistano il primo piano, lasciandosi velare da una luce morbida, capace di trasformare i dardi del sole e i moti marini in grafismi soffusi. Ed è il mare, che si intravvedeva nelle tappe lungo la discesa e infine si rivela in tutta la sua pacata e quasi teatrale bellezza, a trasportarci in un tempo sospeso, dove non vi è la tirannia di ore, stagioni o impellenze.
Un approccio così meditativo mette al bando il facile effetto cartolina e rifugge dai panorami spettacolari per concentrarsi invece sulle emozioni, quasi trasponendo figurativamente la profonda poesia degli haiku. E forse non è un caso che Rainer Maria Rilke, il quale agli inizi del secolo scorso ha percorso gli stessi luoghi, si sia interessato proprio a questo genere letterario giapponese: “Piccole tarme vacillano tremanti dal bosso / muoiono stasera e non sapranno mai / che non era primavera” [cit. R. M. Rilke, da Sämtliche Werke].
Lorella Klun

Nota biografica
Luigi Tolotti nasce a Trieste nel 1966, da sempre affascinato dall’arte visiva, inizia il suo percorso artistico a partire dalla fine degli anni ’80, con particolare attenzione al disegno e alla fotografia. Dopo aver terminato gli studi superiori, comincia a dedicarsi al perfezionamento delle tecniche dell’arte visiva. Nel 1990 frequenta la “Scuola libera dell’acquaforte Carlo Sbisà”. Integra i suoi studi presso la “Scuola Internazionale di grafica di Venezia”. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia ed all’estero, tra le quali la Biennale diffusa del 2011
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