Introduzione
L’attuale edificio, risalente al 1958, è affiancato dalla precedente chiesetta del SS. Salvatore del ’33.
Costruito in stile romanico, l’edificio conserva al suo interno, a decorazione dell’abside, gli affreschi dell’iconografo Paolo Orlando, e la statua lignea settecentesca di Sant’Antonio proveniente dall’omonimo edificio votivo del XII secolo, distrutto durante la Grande Guerra. D’interesse artistico, nelle navate laterali, gli altari dedicati alla Madonna e a San Giuseppe, che accolgono le sculture di F. Perathoner di Ortisei.
Bibliografia
- http://www.ipac.regione.fvg.it/aspx/ViewProspIntermedia.aspx?tsk=A&idScheda=2561&idAmb=120&idsttem=2&tp=vMap&idMenu=848 - Architetture: Id Scheda 2561
- Chiese di Monfalcone, Guide storiche e artistiche a cura dell'Istituto di storia sociale e religiosa, Grafica Goriziana 2001
Per approfondire
La chiesa è stata aperta al culto il 24 ottobre 1958 dall'arcivescono Giacinto Ambrosi, diventando la chiesa parrocchiale del rione via Romana - Solvay.
Negli anni Trenta del XX secolo vi era una prima chiesa, sempre dedicata al Redentore, costruita con il contributo della Solvay. Questa di trovava dove terminava via Romana, in sostituzione della più antica chiesetta di Sant'Antonio abate dei Bagni, andata ditrutta durante la Grande Guerra. Da quest'ultima si sono salvate dalla distruzione soltanto la statua lignea secentesca del santo e la campana .
La chiesa attuale, preceduta da una ampia scalinata, ha un portico anteriore a tre archi intonacato e facciata rustica in pietra con rosone e finestrelle multiple.
L'interno è ad unica navata, con pilastri e pseudonavate laterali, organo anteriore e loggia d'ingresso su due pilastri. Il presbiterio ha cantorie laterali, abside semicircolare con due scale laterali (una per l'ingresso alle gallerie e una per l'organo). La sacrestia si trova a sinistra ed è collegata alla vecchia costruzione citata sopra.
Si trovano ancora all'interno un fonte battesimale con lastre incise e copertura datata 1943 e quattro statue lignee di costruzione moderna provenienti da una bottega artigiana di Ortisei.
Negli anni Trenta del XX secolo vi era una prima chiesa, sempre dedicata al Redentore, costruita con il contributo della Solvay. Questa di trovava dove terminava via Romana, in sostituzione della più antica chiesetta di Sant'Antonio abate dei Bagni, andata ditrutta durante la Grande Guerra. Da quest'ultima si sono salvate dalla distruzione soltanto la statua lignea secentesca del santo e la campana .
La chiesa attuale, preceduta da una ampia scalinata, ha un portico anteriore a tre archi intonacato e facciata rustica in pietra con rosone e finestrelle multiple.
L'interno è ad unica navata, con pilastri e pseudonavate laterali, organo anteriore e loggia d'ingresso su due pilastri. Il presbiterio ha cantorie laterali, abside semicircolare con due scale laterali (una per l'ingresso alle gallerie e una per l'organo). La sacrestia si trova a sinistra ed è collegata alla vecchia costruzione citata sopra.
Si trovano ancora all'interno un fonte battesimale con lastre incise e copertura datata 1943 e quattro statue lignee di costruzione moderna provenienti da una bottega artigiana di Ortisei.