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La presa d'acqua sull'Isonzo

Introduzione

La presa d'acqua di Sagrado è il luogo che meglio cattura l'anima del paese e piccolo borgo della Bisiacheria: al margine del fiume Isonzo, Sagrado è attraversata da chi, oltre agli abitanti della zona, cerca le tracce di una terra contesa e di grandi mutamenti.

Storia

La presa sul fiume Isonzo, situata sulla sponda sinistra nei pressi di Sagrado, rappresenta un’opera monumentale di ingegneria idraulica, le cui origini risalgono almeno al 1556, quando era già attiva una struttura di derivazione a beneficio della Roggia del Molino di Sagrado.
Il complesso che conosciamo oggi è frutto di una lunga evoluzione progettuale e costruttiva. La sua prima formulazione risale al ventennio 1844-1846, grazie all’ingegnere G. Humpel, seguita da aggiornamenti tra il 1864 e il 1869 e nel 1881 ad opera dell’ing. R.A. Vicentini. Nel 1890, l’ing. G. Schiavoni definì il progetto definitivo, pronto per la realizzazione cantierabile. L’obiettivo era ambizioso: introdurre nel territorio monfalconese l’irrigazione “a scorrimento” su 5.800 ettari e sfruttare il potenziale idroelettrico di cinque o sei salti sul Canale principale “Dottori”.

I lavori, affidati alla Società Italiana per condotte d’Acqua di Roma e diretti dall’ing. Schiavoni sotto la supervisione dell’ispettore ministeriale asburgico E. Markus, procedettero speditamente tra il 1894 e il 1907. In parallelo, fu trasformato in asta navigabile lo scarico a mare del Canale principale, lungo l’antico alveo della roggia Rosega, oggi Canale E. Valentinis. L’opera fu inaugurata il 25 giugno 1905, alla presenza delle massime autorità statali e locali, rappresentando una vera e propria impresa di ingegneria sotto l’amministrazione austro-ungarica, progettata e costruita da tecnici e maestranze italiani.

La Grande Guerra portò gravi distruzioni al complesso: i canali furono trasformati in trincee, i magazzini consorziali spogliati, le centrali idroelettriche e altri manufatti demoliti per esigenze militari. Sorprendentemente, la presa stessa rimase quasi intatta nelle parti vitali. Nonostante l’enorme danno, gli amministratori del Consorzio, che non avevano mai abbandonato l’opera durante il conflitto, avviarono immediatamente la ricostruzione, ottenendo dal nuovo Governo italiano le risorse necessarie per il ripristino.
Negli anni Settanta del Novecento furono effettuati alcuni interventi di ammodernamento, che hanno preservato e valorizzato l’impianto originale realizzato tra Otto e Novecento, confermando la presa come un esempio significativo di progettazione idraulica, ingegneria civile e gestione consortile di lunga durata.

Bibliografia

Cosma, Segni della Storia, Comune di Sagrado, 2018.
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