Introduzione
Questo antico complesso fortificato rurale rappresenta una delle testimonianze urbanistiche e difensive più significative del Medioevo isontino.
Nata come una struttura difensiva collettiva eretta dalla comunità per proteggere i raccolti e la vita stessa degli abitanti, la centa ha profondamente modellato la topografia del paese: sebbene le trasformazioni urbanistiche moderne ne abbiano modificato l'aspetto, l'area conserva intatto il valore storico di antico nucleo protettivo attorno a cui è fiorita l'intera identità cittadina.
Per approfondire
Le prime testimonianze documentarie riguardanti la struttura risalgono alla donazione del 1326 con il quale la contessa di Cormons cedeva la “Mansio di Romans” all'Abbazia di Rosazzo. A quell'epoca la chiesa medievale, che affondava le proprie radici nel XVII secolo, si trovava totalmente inserita e difesa da questo perimetro.
Il valore strategico della centa emerse tra il XV e il XVI secolo, durante le devastanti scorrerie delle truppe ottomane nel territorio isontino. In particolare in occasione delle incursioni del 1472, 1477 e del 1499 – quest'ultima ricordata come una delle più terribili -, l'intera popolazione dei borghi rurali circostanti abbandonò i campi per raccogliersi all'interno delle mura della centa e della chiesa, trovando in queste fortificazioni l'unica possibilità di salvezza contro i saccheggi.
Da un punto di vista tipologico, la centa di Romans era costituita da una fitta cortina di case a schiera disposte a perimetro anulare attorno all'edificio sacro. Questa cinta difensiva non ospitava abitazioni stabili, bensì magazzini, granai e depositi fortificati dove ciascuna famiglia contadina conservava le proprie scorte alimentari e i beni più preziosi per sottrarli ai saccheggi.
L'assetto originario cominciò a mutare radicalmente a partire dal 1699, anno in cui cominciarono i lavori per la nuova chiesa parrocchiale.
Al fine di fare spazio al nuovo tempio a navata unica, consacrato nei primi anni del Seicento, fu necessario demolire parte dell'antica cortina muraria medievale. I restanti corpi di fabbrica superstiti persero la loro importanza strategica, venendo col tempo convertiti in normali abitazioni civili.
Le ultime strutture rimaste che testimoniavano l'antico impianto anulare attorno al sagrato sono state abbattute definitivamente negli anni Sessanta del Novecento per esigenze di viabilità, lasciando oggi spazio alle indagini archeologiche territoriali che continuano a portarne alla luce le fondamenta e la memoria storica.
Ciò che possiamo osservare oggi è un muricciolo alto circa un metro, il quale delimita quella che probabilmente doveva essere l'area della centa; solamente nella parte nord si conservano ancora alcune abitazione appoggiate al muro di cinta.