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Giornate Europee del Patrimonio 2026

17 settembre 2026

Sabato 26 settembre ore 16
MONFALCONE COME ERA: Passeggiata patrimoniale nella monfalcone industriale (1850-1920)
Ritrovo: Posta in via Giuseppe Parini, 12 a Monfalcone
Evento gratuito previa prenotazione


Nell'agosto del 1918 Arturo Rebulla, medico e ultimo sindaco asburgico di Monfalcone, dà alle stampe un libretto intitolato 'Per il risorgimento di Monfalcone'. L'intento della pubblicazione è quello di sollecitare la ricostruzione della città presso le autorità austro-ungariche competenti, illustrando la sua visione di amministratore sul volto della città futura: Monfalcone, per oltre due anni, è stata la prima linea del fronte sud-occidentale dell'impero e mentre scrive la sua città è ridotta in macerie e i suoi abitanti sono ancora ridotti in profuganza. Nel libretto sono accluse 3 mappe che illustrano la sua visione. Queste ultime sono documenti cartografici che si sommano alla carta industriale del Comune di Monfalcone. Realizzata nel 1912, viene comunemente conosciuta come "Mappa di Rebulla", ed è ancora oggi una realizzazione fondamentale per lo studio della Monfalcone subito precedente e durante il primo conflitto mondiale. In essa, inserito nel tessuto stradale e urbanistico, sono raffigurati i ventuno opifici, il porto, il canale e il Cantiere che constavano sul territorio cittadino. Il resoconto di quanto raffigurato sulla mappa - documento d'archivio conservato dal Consorzio Culturale del Monfalconese - è il filo conduttore di questa passeggiata: in un decennio una borgata di contadini e pescatori diventa una moderna città industriale pur gravata da un'urbanistica di origine medievale, passando da tremila a dodicimila abitanti e da tre a ventuno stabilimenti. La Grande Guerra trasforma ognuno di quei moderni stabilimenti nella prima linea del fronte di combattimento.
Camminando nel centro cercheremo le tracce di quegli opifici - la filanda di seta, il cotonificio triestino, la fabbrica di manichi da frusta, la "fabbrica della latta" Passero, la fabbrica di colori, il molino elettrico e altri ancora - chiedendoci ogni volta cosa sia rimasto, cosa è stato modificato e riutilizzato e soprattutto cosa sia scomparso senza lasciare traccia. E chiedendoci anche cosa rimanga delle idee, dei progetti e dei sogni di Arturo Rebulla: il piano regolatore, le case operaie, i quartieri risanati, la bonifica del Lisert ma soprattutto quella città operaia modello auspicata nel suo libretto, con uno sguardo attento alla vita e al morale dei suoi abitanti.
Una passeggiata su quel che rimane e su quel che è stato relegato al passato attraverso alcune vicende industriali poco note, memorie e fotografie storiche.
 
Partecipazione gratuita, iscrizione tramite form: https://forms.cloud.microsoft/e/MxW4R3qJFP 
Percorso urbano pianeggiante, durata max 3 ore.
Per info: galleriarifugio@protonmail.com 

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