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Da Doberdò del Lago al Vallone

Caratteristiche dell'itinerario

Il percorso che collega Doberdò del Lago ai paesi del Vallone del Carso (Dol) è un vero viaggio tra storia, natura e panorami mozzafiato. L’escursione attraversa sentieri antichi utilizzati per secoli dalla popolazione locale e offre numerose testimonianze della preistoria, dell’epoca romana e della prima guerra mondiale. La durata media del percorso è di circa 4–5 ore, con difficoltà media e alcuni tratti leggermente esposti, quindi è consigliato indossare scarpe da trekking robuste e portare acqua e snack.


Partendo dal centro di Doberdò, si seguono le indicazioni per Gradina, attraversando la splendida zona dei laghi e il margine del Colle del Castellazzo. Questa collina, grazie alla sua posizione strategica, è stata abitata fin dalla protostoria: qui si trovano i resti di un castelliere dell’età del rame e del bronzo, riadattato in epoca romana e poi probabilmente abbandonato dopo l’invasione degli Unni. La sommità del colle offre una vista panoramica eccezionale sul Vallone e sul lago sottostante, mentre la presenza di antiche murature e trincee della prima guerra mondiale rende l’area un luogo di grande interesse storico-archeologico.

Proseguendo verso Gradina, il sentiero attraversa un paesaggio boschivo, con carpini e roverelle che lasciano intravedere il panorama sul lago. Il Centro visite Gradina, situato vicino alle antiche cave della Solvay, permette di conoscere meglio la storia industriale della zona: fino a pochi decenni fa, una teleferica trasportava i massi di pietra fino allo stabilimento di Portorosega. Poco oltre, si raggiunge la Casa Cadorna, oggi base escursionistica e punto panoramico, ma un tempo utilizzata probabilmente come quartier generale italiano tra il 1916 e il 1917. Intorno all’edificio si possono osservare resti di ricoveri militari in muratura, perfettamente inseriti nel paesaggio boschivo.

Dal bivio vicino alla Casa Cadorna, il percorso scende verso il Vallone del Carso, seguendo una strada bianca in quota, utilizzata da secoli dagli abitanti locali. Qui un cippo storico segnala la divisione tra le province di Trieste e Gorizia e, chi desidera, può salire fino alla sommità del Castellazzo per osservare meglio le trincee e le murature romane. Scendendo verso il fondovalle, si incontrano campi solcati, distese di massi bianchi e il versante opposto dell’altipiano, con il confine sloveno che corre lungo la cresta.

Lungo il Vallone del Carso, antica via di comunicazione tra la pianura di Gorizia e il mare, i paesi come Bonetti, Ferletti, Issari, Berne, Miccoli, Palchisce e Visintini raccontano la storia della zona. Qui si possono osservare cimiteri di guerra, monumenti, vecchi edifici rurali in pietra, cappelle votive e resti di cave abbandonate. Il Brestovec, con la sua cannoniera e la galleria collegata al fondovalle, testimonia l’importanza strategica della zona durante la prima guerra mondiale. Ogni villaggio conserva dettagli unici, dalle strutture militari ai piccoli cippo commemorativi, offrendo un’esperienza di visita ricca e variegata.

Avvicinandosi al confine con la Slovenia, l’escursione può proseguire verso il borgo di Devetachi, dove un sottopasso consentiva agli abitanti locali di aggirare la dogana. Il paese mantiene l’aspetto tipico del borgo carsico, con interessanti elementi architettonici come archi storici e vere da pozzo. In alternativa, partendo da Bonetti, è possibile salire verso Nova Vas, oppure raggiungere le cime di Kremenjak e Zupanov Vrh, offrendo panorami spettacolari sulla pianura goriziana e sul golfo di Trieste. Un’altra tappa naturale straordinaria è l’Abisso Bonetti, fenomeno geologico raro per il suo sviluppo orizzontale.


Lungo tutto il percorso, i punti di interesse sono numerosi: dal Colle del Castellazzo, con le sue testimonianze preistoriche e romane, alla Casa Cadorna, alla strada postale del Vallone, fino ai cimiteri e monumenti di guerra e all’Abisso Bonetti. I panorami sul Lago di Doberdò, sull’altipiano del Carso e sul golfo di Trieste rendono questa escursione indimenticabile.

Consigli pratici: portare scarpe da trekking robuste, bastoncini se necessario, acqua e snack. Rispettare sempre cimiteri e monumenti storici. Per le deviazioni verso la Slovenia, è importante avere documenti di viaggio validi.

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