Introduzione
La chiesa della Beata Vergine Lauretana è un antico edificio di culto campestre situato a Versa, frazione del comune di Romans d'Isonzo.
Immersa nel verde della pianura isontina lungo l'omonima via Lauretana, la chiesa funge da edificio sussidiario rispetto alla vicina parrocchia di Sant'Andrea Apostolo.
Questo piccolo edificio di culto rappresenta uno dei tesori più autentici della devozione popolare del territorio.
La struttura attuale della chiesa è il risultato di secoli di trasformazioni, restauri, e stratificazioni storiche che riflettono il profondo legame tra la comunità locale, la fede e la cura del proprio territorio rurale.
Per approfondire
L'edificio presenta un'unica aula a pianta rettangolare, movimentata sul lato destro dal volume sporgente della cappella che custodisce l'altare di San Rocco. Lo spazio interno si conclude nel presbiterio, alle cui spalle è addossata la sacrestia. La facciata, semplice e a capanna, presenta una porta incorniciata e architravata; in corrispondenza del suo asse di simmetria si dispongono un'apertura circolare finestrata, detta “occhio”, e una monofora campanaria. Orientata verso ovest, la chiesa sorge all'incrocio di tre strade di campagna ed è preceduta da un breve sagrato in ghiaia. Per quanto riguarda le dimensioni massime, la struttura si sviluppa su una lunghezza di 20,95 metri e una larghezza di 5,88 metri, mentre la navata raggiunge un'altezza di 6,51 metri al colmo sotto trave e di 4,86 metri alla catena di capriata.
Le origini del sito risalgono al XVI secolo, quando l'area, posta all'incrocio di strade ciottolose che conducevano ai guadi del torrente Torre, ospitava una piccola cappella votiva dedicata alla Madonna dei Miracoli. La scelta di questa intitolazione rispecchiava l'esigenza della comunità locale di scongiurare lo straripamento dei torrenti circostanti, lo Judrio e il Versa, o, nel caso in cui si verificasse, di auspicare il risanamento del territorio allagato. Di questa prima struttura si conserva un prezioso affresco della Madonna con il Bambino, visibile oggi sulla parete sinistra della navata. L'edificazione del primo nucleo della chiesa risale al 1619, come testimonia un documento dell'Ufficio Arcidiaconale di Gorizia che autorizzava la costruzione dell'attuale presbiterio sul luogo del capitello, spostando l'affresco originario sul muro di fondo. Nei decenni successivi, tra il 1619 e il 1646, venne attuato un ampliamento dell'edificio con la costruzione della navata, preceduta all'epoca da un pronao esterno ad arconi.
Il XVII secolo segna un periodo di grande arricchimento artistico. Attorno alla metà del secolo, sul fianco destro dell'edificio, venne aperta la cappella laterale di San Rocco, che nel 1682 ricevette un monumentale apparato decorativo in stucco. Questi rilievi, attribuiti al celebre scultore Giovanni Pacassi, ornano sia l'arco santo che la cappella con un vasto repertorio di girali, putti, cherubini e figure antropomorfe. Nel 1716 avvenne una svolta importante per l'identità del luogo: la relazione della visita arcidiaconale di Giuseppe Antonio Del Mestri documentò il cambio di dedicazione a favore della Beata Vergine Lauretana. Durante il corso del XVIII secolo la struttura subì ulteriori modifiche, tra le quali la sopraelevazione del presbiterio, la costruzione della sacrestia e la posa del fastoso altare maggiore marmoreo nel 1736, culminando nella consacrazione ufficiale celebrata dall'arcivescovo Carlo Michele d'Attems il 16 agosto 1765.
Nella prima metà del XIX secolo l'edificio vide un ulteriore ampliamento, con il prolungamento della navata estesa fino a comprendere il pronao anteriore tramite la muratura dei suoi arconi laterali; la facciata venne resa rettangolare e decorata con affreschi ad opera di Rocco Pitacco, mentre nel 1885 venne installato il nuovo altare lineare di San Rocco in sostituzione del precedente in legno. Tuttavia, i gravi danni causati dalla Prima Guerra Mondiale imposero una serie di restauri tra il 1930 e il 1952 che invertono alcune scelte precedenti: la facciata venne riportata alla primitiva forma a capanna, mentre sul campaniletto a vela venne aperta una monofora al posto della bifora precedente.
Oggi l'interno della chiesa si presenta con pareti bianche in cui i restauri diretti dall'architetto Ivo Scagliarini hanno sapientemente evidenziato in grigio le antiche aperture e le modifiche strutturali, come gli archi dell'antico pronao. La pavimentazione della navata è in palladiana e include in posizione centrale una lastra di vetro che permette di ammirare le fondamenta storiche e l'antico pavimento cinquecentesco in cocciopesto. Dal punto di vista liturgico spiccano i due altari: quello maggiore, un'opera barocca del 1736 in marmi policromi, è decorato con le statue di San Nicolò e San Pietro Martire e custodisce al centro un affresco ottocentesco della Madonna Lauretana; il secondo è l'altare di San Rocco, situato nella cappella laterale. Sulla parete sinistra della navata sono invece esposti alcuni affreschi staccati dal presbiterio per essere salvati e ricollocati, tra cui la settecentesca Madonna Lauretana “nera”, la cui conservazione testimonia il profondo legame devozionale della comunità di Versa.
Le origini del sito risalgono al XVI secolo, quando l'area, posta all'incrocio di strade ciottolose che conducevano ai guadi del torrente Torre, ospitava una piccola cappella votiva dedicata alla Madonna dei Miracoli. La scelta di questa intitolazione rispecchiava l'esigenza della comunità locale di scongiurare lo straripamento dei torrenti circostanti, lo Judrio e il Versa, o, nel caso in cui si verificasse, di auspicare il risanamento del territorio allagato. Di questa prima struttura si conserva un prezioso affresco della Madonna con il Bambino, visibile oggi sulla parete sinistra della navata. L'edificazione del primo nucleo della chiesa risale al 1619, come testimonia un documento dell'Ufficio Arcidiaconale di Gorizia che autorizzava la costruzione dell'attuale presbiterio sul luogo del capitello, spostando l'affresco originario sul muro di fondo. Nei decenni successivi, tra il 1619 e il 1646, venne attuato un ampliamento dell'edificio con la costruzione della navata, preceduta all'epoca da un pronao esterno ad arconi.
Il XVII secolo segna un periodo di grande arricchimento artistico. Attorno alla metà del secolo, sul fianco destro dell'edificio, venne aperta la cappella laterale di San Rocco, che nel 1682 ricevette un monumentale apparato decorativo in stucco. Questi rilievi, attribuiti al celebre scultore Giovanni Pacassi, ornano sia l'arco santo che la cappella con un vasto repertorio di girali, putti, cherubini e figure antropomorfe. Nel 1716 avvenne una svolta importante per l'identità del luogo: la relazione della visita arcidiaconale di Giuseppe Antonio Del Mestri documentò il cambio di dedicazione a favore della Beata Vergine Lauretana. Durante il corso del XVIII secolo la struttura subì ulteriori modifiche, tra le quali la sopraelevazione del presbiterio, la costruzione della sacrestia e la posa del fastoso altare maggiore marmoreo nel 1736, culminando nella consacrazione ufficiale celebrata dall'arcivescovo Carlo Michele d'Attems il 16 agosto 1765.
Nella prima metà del XIX secolo l'edificio vide un ulteriore ampliamento, con il prolungamento della navata estesa fino a comprendere il pronao anteriore tramite la muratura dei suoi arconi laterali; la facciata venne resa rettangolare e decorata con affreschi ad opera di Rocco Pitacco, mentre nel 1885 venne installato il nuovo altare lineare di San Rocco in sostituzione del precedente in legno. Tuttavia, i gravi danni causati dalla Prima Guerra Mondiale imposero una serie di restauri tra il 1930 e il 1952 che invertono alcune scelte precedenti: la facciata venne riportata alla primitiva forma a capanna, mentre sul campaniletto a vela venne aperta una monofora al posto della bifora precedente.
Oggi l'interno della chiesa si presenta con pareti bianche in cui i restauri diretti dall'architetto Ivo Scagliarini hanno sapientemente evidenziato in grigio le antiche aperture e le modifiche strutturali, come gli archi dell'antico pronao. La pavimentazione della navata è in palladiana e include in posizione centrale una lastra di vetro che permette di ammirare le fondamenta storiche e l'antico pavimento cinquecentesco in cocciopesto. Dal punto di vista liturgico spiccano i due altari: quello maggiore, un'opera barocca del 1736 in marmi policromi, è decorato con le statue di San Nicolò e San Pietro Martire e custodisce al centro un affresco ottocentesco della Madonna Lauretana; il secondo è l'altare di San Rocco, situato nella cappella laterale. Sulla parete sinistra della navata sono invece esposti alcuni affreschi staccati dal presbiterio per essere salvati e ricollocati, tra cui la settecentesca Madonna Lauretana “nera”, la cui conservazione testimonia il profondo legame devozionale della comunità di Versa.
Bibliografia
- https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&code=78663&Chiesa_della_Beata_Vergine_Lauretana__Versa,_Romans_d%27Isonzo
- https://www.archeocartafvg.it/portfolio-articoli/romans-disonzo-go-fraz-versa-chiesa-della-beata-vergine-lauretana/
- https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0600029096
- https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_della_Beata_Vergine_Lauretana_(Romans_d%27Isonzo)