Libassi - Omaggio al fotografo

Benito Libassi al Consorzio

Libassi morì ancora giovane, quando stava iniziando a raccogliere i primi meritati frutti di un lavoro a lungo incompreso. Come un moderno alchimista trascorreva un’infinità di ore nel suo studio, immerso tra i vapori di acidi, sviluppi e solventi, a provare e riprovare, quasi ossessivamente, sempre nuove tecniche.

Tratto da
Il giardino di marin. Un incontro tra Domini, Marin e Libassi
Ivan Crico

L'ideale artistico

L'iter artistico di Libassi ebbe inizio all'età di 15 anni, in Africa, ad Asmara, dove potè attingere in diretta esperienza e dimestichezza con l'arte della fotografia, la cui suggestione seguitò a stimolarlo fino ad oggi. Attualmente lavora nel suo negozio- laboratorio di Ronchi dei Legionari, dove con pazienza e soprattutto con passione, dedica lunghe ore alla sua minuziosa operazione di ritocco. Tutto questo per regalare agli oggetti ed alle figure quelle sfumature di luci e quei riflessi che li fanno apparire come un corpo o una figura vivente. Perchè Libassi, prima ancora che fotografo, è artista. Nei suoi ritratti riesce a cogliere non solo la fisicità delle persone, ma soprattutto la loro carica umana, la loro interiorità. "Ave Ninchi ha fatto notare che Libassi, ritraendola, ha saputo fermare nel suo sguardo quel sottofondo di tristezza che lei ha nell'animo, malgrado la sua innata allegria" - tiene a precisare l'amico e collaboratore dell'artista - fotografo, Albino Morandi, che irrompre nel discorso con la sua vivacità da esperto "mercante", per "puntualizzare" quei particolare che la modestia del "maestro" non rivela all'interlocutore. Le immagini di Libassi sono tutte fatte di stimoli delicati che raggiungono l'osservatore con una freschezza ed immediatezza veramente singolari e personali. "Vado alla ricerca dei miei soggetti con l'obiettivo come un cacciatore con il suo fucile, e come lui aspetto pazientemente per ore al fine di catturare uno scorcio di vita, un attimo fuggente." La sua abilità sta proprio nel valorizzare poteticamente la semplicità di un atto qualunque della vita quotidiana, quale può essere una vecchia ai fornelli o una luce accesa dietro alla finestra di una modesta casa di paese. Del resto anche lo scrittore francese Andrè Gide scrisse in un suo romanzo: " ho sempre creduto chei i grandi artisti fossero coloro che hanno il coraggio di elevare a bellezza cose così naturali da far dire a chi le ha viste: <come ho fatto a non capire fino ad oggi che anche questo era bello>" 
La foto pittura per Benito Libassi è, dunque, un modo di esprimere la sua emozione difronte agli aspetti del mondo, qualcosa di più di un semplice lavoro artigianale, una passione che racchiude in sè come un frutto il proprio nocciolo.

Tratto da
Il Piccolo Illustrato - Anno 3 Numero 12, 22 Marzo 1980
Maria Cristina Vilardo

Alcune opere dell'artista

edit

risorsa