La parola ritmata. La ripetizione del "PRESENTE" sui gradoni del Sacrario di Redipuglia richiama l'appello così amato dal regime, evidenziando come l'architettura del 1938 abbia trasformato il dolore individuale per i caduti in un simbolo di propaganda e disciplina di massa.
Tra il sacro e il regime. Il fascismo ha assimilato simboli e linguaggi religiosi per creare la narrazione di un martirio laico che sacralizzasse la morte per la patria e giustificasse la guerra verso gli "stranieri".
Finestre sulla storia. Osservando il Sacrario dalle trincee che stanno alla sua base, abbiamo osservato il confronto tra il fango dei vecchi camminamenti e l'imponente struttura in pietra, che mostra il contrasto tra la sofferenza reale dei soldati e il mito della vittoria. Il regime sostituì l'originale cimitero di guerra, più umano, con un imponente monumento celebrativo.